«Nazionalità è per noi unità: unità viva, libera e potente come Stato. E perché noi vogliamo questa unità come libero Stato?
Perché noi sappiamo che solo nella unità come libero Stato possono spiegarsi liberamente tutte le potenze della nostra vita;
solo in quello noi possiamo essere e saperci veramente noi». (Bertrando Spaventa)


lunedì 25 gennaio 2010

Rassegna Stampa 25/01/2010 II - Quanta Italia sotto l'amianto


Al microscopio è dolce, sembra un batuffolo di cotone, una nuvola del cielo. Nei polmoni è micidiale, uccide. È l’amianto. Ha ammazzato più operai italiani di qualsiasi altra causa. Perché è stato legale fino al 1992, confuso per 50 anni con il destino cinico e baro. Non si voleva e non si doveva sapere, perché d’amianto erano fatti tetti e macchinari delle maggiori aziende, e il killer viaggiava sui i treni. Poi - stanchi di ritrovarsi in processione ai funerali - gli operai hanno preso coscienza. La medicina del lavoro si è dedicata. Il Parlamento arrivò alla legge che riconosceva il dramma di rinterzo, introducendo i benefici previdenziali: un anno di esposizione all’amianto valeva 1,5 ai fini della pensione. Bisognava però essere stati esposti per almeno dieci anni e serviva un “curriculum” certificato dall’azienda. Difficile, se è il mandante che deve riconoscere l’omicidio: in pochi ne hanno giovato. Poi è arrivato il governo Berlusconi, con Tremonti a caccia di quattrini, come sempre: nel 2003 la legge è stata complicata, il benificio è stato ridotto a 1,25 per ogni annodi lavoro e sono stati inseriti parametri di esposizione ardui da dimostrare, a distanza di anni. Si sa, per risparmiare è meglio un operaio morto che un lavoratore in pensione. Il governo successivo di centrosinistra rimodulò quei tempi e soprattutto - visti anche i primi processi che interessavano vari stabilimenti in tutta la penisola - stanziò nella Finanziaria del 2007 un fondo di 30 milioni per risarcire le vittime. Solo che serviva un decreto attuativo entro novanta giorni per sbloccare quei soldi. Il governo Prodi si attardò e morì per consunzione di lì a poco, i successori (sempre i soliti, Berlusconi, Tremonti...) se ne dimenticarono. “Ballavano” anche le bonifiche di capannoni e terreni.
Ci sono ancora 30 milioni di tonnellate di amianto, in giro per l’Italia e 2,5 miliardi di metri quadrati di coperture, sopra le teste di qualcuno: lo scrive il Cnr. Di mesotelioma muoiono ogni anno 3 mila persone.
Una morte a piccoli sorsi, l’amianto lavora per anni, rimanda l’appuntamento, ma arriva sempre.

Marco Bucciantini
(da L’Unità, 25 gennaio 2010)

1 commento:

  1. Il provvedimento, a cui l'articolo postato fa riferimento, è la legge n. 257/1992, consultabile al sito internet:

    http://guide.supereva.it/diritto/interventi/2001/04/38434.shtml

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