«Nazionalità è per noi unità: unità viva, libera e potente come Stato. E perché noi vogliamo questa unità come libero Stato?
Perché noi sappiamo che solo nella unità come libero Stato possono spiegarsi liberamente tutte le potenze della nostra vita;
solo in quello noi possiamo essere e saperci veramente noi». (Bertrando Spaventa)


domenica 24 gennaio 2010

Rassegna Stampa 13/01/2010 I - Parco Saurino: percolato fuoriesce dal sito di stoccaggio


Continua a fuoriuscire senza interruzioni il percolato dal sito di stoccaggio di Parco Saurino a Santa Maria la Fossa. Le piogge che hanno colpito in questi giorni la provincia di Caserta ed in particolar modo i paesi del Basso Volturno non hanno solo ingrossato il letto del fiume Volturno, ma sono andate ad intasare anche i contenitori dove il liquido proveniente dai rifiuti viene provvisoriamente stoccato in attesa di essere smaltito. L’abbondanza di acqua e le inadeguate misure di contenimento, unite allo smaltimento (in ritardo) che dovrebbe essere messo in atto dagli organi provinciali e statali competenti, hanno solo peggiorato la situazione determinando l’invasione del percolato nelle campagne circostanti. Ora il rischio è che il materiale trasportato dai canali di scolo possa invadere anche i terreni seminati a frumento situati a ridosso delle aree dove si riversa il materiale inquinante. Amministratori e tecnici del Comune di Santa Maria la Fossa - fra questi l’assessore all’Ambiente Francesco Cepparulo - hanno già allertato l’Arpac, l’agenzia regionale di protezione ambientale che dovrà subito effettuare delle analisi per capire l’effettiva entità del danno provocato finora. A rischio c’è soprattutto il frumento destinato agli allevamenti di animali cui è legata la produzione di latte e derivati. Al momento la gravità della situazione ambientale resta sotto osservazione e intanto, mentre si consuma questo nuovo capitolo, Parco Saurino attende ancora che vengano sbloccati i fondi statali con i quali si dovrà provvedere allo smaltimento del percolato. Ma se a Santa Maria La Fossa, le notizie non sono rassicuranti, in altri centri vicini qualcosa, in termini di risanamento, comincia a muoversi. A Casaluce ad esempio. Il comune della black list il cui sindaco Nazzaro Pagano è stato da subito escluso dall’ipotesi della rimozione per essere stato eletto soltanto qualche mese fa, l’attenzione è concentrata sulla riqualificazione delle periferie. Dopo la rimozione dei rifiuti, effettuata ad opera del Comune, sulla strada provinciale che conduce alla reggia borbonica di Carditello attraversando il canale dei Regi lagni, saranno bonificate anche le discariche abusive presenti in via Lemitone II tratto (al confine con Frignano) e in via Piro Consortile(al confine con Teverola). Il risanamento dei siti, che si estenderà anche a via Frascone, sarà effettuato dalla società Astir spa, che, oltre alla rimozione dei cumuli di rifiuti, dovrà anche prevedere l’installazione di un sistema di videosorveglianza e, al contempo, garantire un adeguato impianto di pubblica illuminazione. Il progetto di bonifica per i siti contaminati, già censiti e caratterizzati senza essere nel tempo mai definitivamente risanati nonostante gli annunci del commissariato di governo, investirà quattro comuni: nel Casertano, oltre a Casaluce, anche Cesa e Capodrise. Solo Marano fra i comuni napoletani rientrati nel programma di interventi che ha richiesto il finanziamento complessivo di tre milioni e seicento mila euro.


Fabio Mencocco, Alessandra Tommasino
(da Il Mattino Caserta, 13 gennaio 2010 in Rassegna Stampa Coordinamento Rifiuti della Campania)

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