«Nazionalità è per noi unità: unità viva, libera e potente come Stato. E perché noi vogliamo questa unità come libero Stato?
Perché noi sappiamo che solo nella unità come libero Stato possono spiegarsi liberamente tutte le potenze della nostra vita;
solo in quello noi possiamo essere e saperci veramente noi». (Bertrando Spaventa)


venerdì 22 gennaio 2010

Rassegna Stampa 20/01/2010 I - Nasce la “Bertolaso Spa”. Era la Protezione civile, sarà la cassa per gli appalti.




Lui dice che serve a “superare la burocrazia e ad operare con efficienza”. Lui è Guido Bertolaso. E il governo di Berlusconi gli dà ragione con un decreto. Le opposizioni, ma non solo, dicono che serve a mettere nelle mani di un solo uomo, un uomo che risponde solo a Berlusconi, la possibilità di spendere in appalti miliardi di euro senza controlli. La chiamano “Bertolaso Spa”. Con il decreto legge, varato la settimana scorsa dal Consiglio dei ministri e adesso in discussione al Senato, la Protezione civile diventerà il più grande ente appaltatore della Repubblica avendo piena libertà e spese illimitate. Così Guido Bertolaso avrà tra le mani miliardi di euro da spendere senza controllo per ogni evento “emergenziale”: dalle calamità naturali ai party di Stato.
In un articolo su “Repubblica” Alberto Statera targa Bertolaso come il nuovo imperatore di tutti gli appalti grazie alla privatizzazione della Protezione civile della nazione che si trasformerà in una Spa.
In questo modo il dottore in medicina, sottosegretario alla presidenza del Consiglio e capo del Dipartimento della Protezione civile, scala la gerarchia dei ministri stilata ufficialmente dal suo mentore Gianni Letta, superando in termini di potere reale non solo Frattini, Maroni e Alfano, i primi tre nella classifica lettiana, ma anche Giulio Tremonti, custode dei cordoni della borsa.
E il campo d’azione di Bertolaso sarà illimitato, perché si parla non solo di frane, incendi e terremoti, ma di qualsiasi “grande evento” sia giudicato degno di un “decreto emergenziale”. E ormai oggi in Italia tutto è emergenza: dal quattrocentesimo anniversario della nascita di San Giuseppe da Copertino, celebrato in provincia di Lecce con l’ordinanza “emergenziale” 3356, al congresso eucaristico nazionale, previsto ad Ancona dal 4 all’11 settembre 2011, di cui Bertolaso è già commissario, per ora con una dote di soli 200 mila euro da spendere per la buona riuscita dell’evento.
Il connubio tra Berlusconi e Bertolaso ha emesso ben 587 “ordinanze emergenziali”, di cui solo una parte riferita a calamità naturali. Il resto a “grandi eventi”, o presunti tali. Nessun organo di controllo sembra essere in grado di dire quanto la coppia B&B è riuscita a spendere negli ultimi anni.
Ci ha provato, scrive ancora Statera, Manuele Bonaccorsi, autore di un dossier intitolato “Potere assoluto – La protezione civile ai tempi di Bertolaso”, appena pubblicato e che la Cgil, che giudica il nuovo decreto sulla protezione civile “improprio e anticostituzionale”, illustrerà sabato prossimo all’Aquila in una manifestazione di protesta dei Comitati dei terremotati contro la “Protezione Civile Spa”.
Tra il 3 dicembre 2001 e il 30 gennaio 2006, si legge nel dossier, la presidenza del Consiglio ha varato 330 ordinanze. Di queste, sono pubblici gli stanziamenti di 75 ordinanze, che valgono circa un miliardo e 490 mila euro. Non si tratta di un campione rappresentativo, ma è un dato che consente una stima. Nei cinque anni, tramite ordinanze della Protezione civile, in spregio alle norme sugli appalti e le assunzioni, sarebbero stati spesi 6,5 miliardi. Se si fa il calcolo su 587 ordinanze della presidenza del Consiglio in meno di nove anni, si arriva a 10,6 miliardi.
Una somma sufficiente – giudicano gli autori del dossier – a costruire un blocco di potere indistruttibile, segreto e libero da qualsiasi regola. Ecco perché in tante interviste rilasciate, l’imperatore Bertolaso, che il centrosinistra considerava uno dei suoi, dichiara che tra tutti i quattordici governi in cui ha “servito”, il Berlusconi quater è «il migliore».
A queste accuse Bertolaso risponde con «sono solo calunnie» confermando che il dipartimento ogni anno «gestisce un miliardo di euro: 850 milioni servono per i muti delle emergenze passate. Gli altri 150 milioni sono destinati al personale, alla lotta agli incendi boschivi e alle attività di previsioni».
Ma chi è Guido Bertolaso? Ne parla Luigi Zanda, oggi vicepresidente dei senatori del Pd, che nel 2000, quando era presidente dell’Agenzia del Gran Giubileo, lo incontrò come vice di Francesco Rutelli, sindaco di Roma e commissario all’evento. «Io lo conoscevo bene – racconta Zanda, che oggi guida in Parlamento le legioni degli oppositori alla “Bertolaso Spa” – Abile nella soluzione dei problemi, aveva un ego smisurato».
Privatizzare la Protezione civile, dice Zanda è «una picconata allo Stato, una sovrapposizione abnorme tra un capo Dipartimento, un direttore generale che dovrebbe ispirarsi all’imparzialità, e un sottosegretario controllore-controllato, cui, per di più, col nuovo decreto, si implementano i poteri». È come se il ministro dell’Interno Maroni fosse anche il capo delle polizia.

(da la Repubblica, 20 gennaio 2010)

1 commento:

  1. Il provvedimento al quale l'articolo postato fa riferimento, in cui si dispone la privatizzazione della Protezione civile, è il decreto legge n. 195/2009 (articolo 16, comma 1).

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